mercoledì 23 luglio 2014

The Amazing Art of Energy




Installazione artistica sperimentale di Luciano Maciotta in collaborazione con Eunomica APC.




Riscoprire la pila di Volta 200 anni dopo

Non tutti sanno che l'applicabilità pratica della pila inventata da Alessandro Volta trova un limite insuperabile nella sua durata nel tempo.

Appena la pila inizia a funzionare, attraverso l'effetto combinato dei metalli e della soluzione acquosa che producono energia, si sviluppa idrogeno in forma gassosa[1] che va a rivestire l'elettrodo di rame[2] polarizzandolo[3], ossia aumentando la resistenza elettrica della pila e riducendo di molto la corrente erogata[4].
Se si riesce a eliminare, o almeno contenere, l'effetto della polarizzazione, la pila continuerà a funzionare fintanto che si sarà consumato l'elettrodo di zinco e/o la soluzione acquosa si sarà deteriorata a seguito dello scioglimento in essa dello zinco.
Queste due altre cause di riduzione della durata della pila sono ,però, superabili attraverso la sostituzione dell'elettrodo di zinco consumato o della soluzione deteriorata con una nuova.
Se non si elimina, o si riduce, la polarizzazione, la carica elettrica si esaurisce in pochi minuti e la pila in pratica cessa di produrre energia significativa.

Per superare l'effetto negativo della polarizzazione le attuali pile in commercio utilizzano tecnologie costruttive diverse da quella di Volta e più congeniali a garantire migliore efficienza e una maggiore durata.
Va notato, però, che con un semplice accorgimento tecnico è possibile prolungare la vita del prototipo originale di Volta, dimostrando è possibile migliorare le sue caratteristiche tecniche per produrre energia elettrica in continuità.

L’arte viene in soccorso alla scienza: attraverso una perfomance artistica di environmental art[5] si genera una vera e propria sperimentazione scientifica, misurabile nei risultati, che riapre, di fatto, il discorso sull’importanza del dibattito tecnologico e sul valore positivo della riscoperta di idee e di brevetti del passato in chiave innovativa e contemporanea, per rivalutare il concetto stesso di energia, oggi cristallizzato entro formule e percorsi, forse, troppo rigidi e meno creativi.

Ri-vedere e ri-percorrere la storia della creatività del nostro passato, anche raccontando ciò che non è entrato nel libro eterno del successo perpetuo, è il miglior modo per trovare nuovi spunti, guardando indietro, si, ma pensando al futuro e rivalutando la storia attraverso gli strumenti innovativi oggi in nostro possesso.
Si tratta di un procedimento scientifico ad alto valore culturale che cerca di “mettere insieme”, di sommare, le buone idee del passato, anche quelle sottovalutate o dimenticate, per farle conoscere, rimettendo in circolo un capitale culturale di grandissimo valore.
Conoscere significa capire e la comprensione riapre l’energia creativa, invitando alla sperimentazione ed al dialogo a più voci.
Significa rivedere, riscoprire e testare insieme per cercare di capire se è davvero possibile ripartire dalle strade già abbozzate nel passato, modificandole e migliorandole per innovare in maniera consapevole, oppure se esistono dei punti interessanti da rivalutare per disegnare nuovi orizzonti, o, semplicemente, se ci offrono lo spunto per riaprire il dialogo creativo, liberamente e senza vincoli rigidi, su argomenti di grande valore culturale ed economico per la crescita sostenibile nel futuro.



Electric Drink Energy Perfomance

L’installazione artistica è realizzata sulla base del prototipo voltiano a corona di tazze:

  • ·         Bicchieri in vetro 


  • Conduttori secchi; 2 metalli di diversa origine: ferro zincato[6] (anodo) e rame[7] (catodo) immersi nella soluzione acquosa contenuta nelle tazze

  • Conduttore umido; acqua e sale da cucina [8] da versare nelle tazze e nella quale sono immersi i due metalli

  • Filo metallico di collegamento per unire tutte le tazze della corona in un circuito

  • Aria, insufflata a ciclo continuo da piccoli tubi collegati direttamente ad ogni singola tazza 

  • 2 Led[9] collegati alla corona di tazze[10] 

                                                                                                                                                                 
Qual è l’innovazione tecnologica che ha dato ottimi risultati, migliorando l’efficienza della pila voltiana originale?

L’ARIA


 Con un semplice accorgimento tecnico è stato possibile aumentare la durata della pila a corona di tazze di Volta nella sua versione originale: è stato sufficiente collegare alle tazze dei tubi per l’insufflazione continua dell’aria e generare un movimento costante della miscela liquida (acqua e sale) contenuta all’interno di ogni singola tazza.

Ma come è stato possibile e quali sono i vantaggi?

Aggiungendo l’aria ai tre componenti della catena voltiana si genera un movimento continuo della miscela liquida che imita meccanicamente la corrente marina. Il moto costante dei liquidi è in grado di asportare l’idrogeno in forma gassosa che si forma per reazione chimica durante il funzionamento della pila e che si deposita sul catodo (rame) polarizzandolo, ossia rendendolo inutilizzabile in tempi brevi.

L’imitazione artificiale del moto ondoso, naturalmente presente in natura, ha dimostrato, dopo numerosi test scientifici, che questo accorgimento crea un sistema efficiente, capace di amplificare la durata della pila a corona di tazze voltiana e di produrre energia elettrica in grado di far funzionare dei LED ad una luminosità costante e per un periodo di tempo piuttosto considerevole.

Dati scientifici e test sperimentali

La prima perfomance sperimentale, realizzata nell’atelier artistico di Luciano Maciotta, ha prodotto risultati di notevole interesse, che sono stati misurati e registrati per valutare l’effettiva efficacia nell’introduzione di aria costante all’interno delle tazze.

È stato realizzato un semplice apparecchio sperimentale di dimensioni ridotte, formato da: una corona di 3 tazze in vetro di piccole dimensioni, acqua e sale da cucina[11] messa in costante movimento dalla forza dell’aria insufflata attraverso piccoli tubi, ferro zincato e rame, che ha dimostrato che è possibile accendere 2 piccoli LED rossi per un considerevole lasso di tempo.

I 2 LED sono rimasti costantemente illuminati per una periodo di più di 120 ore, con una potenza elettrica misurata maggiore di 120 mAh[12], ossia, in parole più semplici, i LED sono rimasti accesi senza interruzioni per oltre una settimana emettendo una luce brillante.

L’esperimento è stato condotto per diversi mesi, procedendo a test e misurazioni costanti per poter avere la certezza di raccogliere ed elaborare i dati scientifici in modo ottimale e corretto.

L’installazione ci permette di fare alcune semplici considerazioni, sulla base dei dati scientifici e sulle osservazioni tecnologiche effettuate durante le fasi di test.
L’apparecchio a corona di tazze è di dimensioni notevolmente ridotte, tre tazze, e il materiale utilizzato per uno dei conduttori secchi è ferro zincato, metallo di qualità inferiore rispetto allo zinco[13], ma l’insufflazione di aria, ad imitazione del moto ondoso, ha dato risultati interessanti. Ha dimostrato che è possibile, con questo semplice accorgimento, produrre energia costante e in quantità tale da garantire un buon risultato nell’utilizzo.

La performance ha, dunque, il valore aggiunto di aprire nuovi orizzonti di sperimentazione e di discussione sulla pila di Volta e sulle sue potenzialità ancora inespresse.

Cosa accadrebbe se si costruisse un prototipo da utilizzare direttamente in mare?

Quanta energia si potrebbe produrre?

Quali sarebbero i costi e i benefici?

Come si potrebbe utilizzarlo nella produzione di energia a livello industriale e civile?

Quali sono i limiti e gli inconvenienti tecnici in impianti di grandi dimensioni?

Queste e tante altre domande ci dovremmo porre per iniziare un dialogo creativo ed innovativo intorno alle diverse strade possibili da percorrere per la produzione di energia nel futuro.
Il compito della società è di porsi queste domande, di discuterle, di sperimentare e di trovare la giusta soluzione, attraverso una compartecipazione attiva e critica per la sostenibilità.
Quello della cultura di iniziare il percorso.

ENVIRONMENTAL ART

L’arte rappresenta da sempre, ossia da quando l’uomo è riuscito a catturare la natura per tradurla in segno grafico, un elemento capace di rappresentare l’ambiente e di fondersi con esso, ossia con il contenitore ed il contenuto che ci circonda[14].

L’arte è una proiezione del reale codificato dal filtro mentale e creativo umano ma è anche il desiderio di fusione fra il concreto mondo naturale e quello impalpabile astratto che delinea il nostro pensiero, così come ambisce a catturare l’osservatore in un ruolo attivo e partecipe.

Con queste premesse, andare oltre la bidimensionalità materiale e squarciare gli spazi tridimensionali attraverso l’utilizzo di elementi di uso comune, per cercare di incorniciare in divenire il pubblico nell’opera stessa, si è sviluppata, a partire dagli anni ’50 negli Stati Uniti, l’environmental art[15].
La forza del movimento, l’uso sapiente della luce e della modulazione dei materiali differenti, la concettualità contemporanea sono i punti chiave per sfondare lo spazio artistico ed unirlo a quello biologico[16].

L’arte, così, ha perso la staticità per legarsi in un certo senso ai ritmi stagionali e a quelli della vita; gli artisti creano opere specificatamente destinate ad un luogo ed effimere, che cambiano o scompaiono lasciando il senso del ricordo, della magia del momento vivo, ma come tale, transitorio. Replicabile, semmai, in altro posto ed in altro tempo, ma differente, come ogni emozione umana[17].

Gli artisti si fanno portavoce di arte sperimentale che affonda le sue radici nell’ambiente e ne mette in luce le complessità e i problemi, affronta le tematiche forti del contemporaneo attraverso la visione estetica e filosofica propria del linguaggio artistico[18].

Il percorso d’arte diventa dunque un processo attivo “green”, che lancia appelli e diffonde la conoscenza sullo stato del pianeta e sulla cultura eco-sostenibile, declinata in tutti i modi possibili.

L’arte si avvicina alla scienza diventandone parte attiva per arrivare oltre ed aprire la mente a spazi creativi liberi e diversi, per ritrovare una coscienza sostenibile a vantaggio di tutto il nostro pianeta. Al di là delle singole correnti artistiche che stanno sotto il grande ombrello dell’enviromental art, la linea comune è proprio il veicolare messaggi, offrire spunti ed inventare soluzioni attraverso la cultura artistica, scrigno della bellezza ideale e razionale che migliora la qualità della vita.

In questo processo il ruolo dell’arte è di porta d’accesso “more accesible art forms could act as “gateway” art to bring in the general public and introduce them to the more conceptual or intellectualized installations and site specific educational place[19].

Sebbene il termine e il concetto stesso di environmental art siano un universo in continuo mutamento, perché seguono il processo artistico e mentale contemporaneo, il filo comune la porta a farsi veicolo di tutto ciò che riguarda l’ambiente, il suo stato attuale di salute e, seguendo un processo di interazione, si fa carico di diffondere messaggi importanti e di risvegliare le coscienze.










B. Saccagno

Biblio Linkografia





[8] Come afferma Volta è il miglior conduttore umido da utilizzare per la pila: “Mais, ce qui rend beaucoup meilleure encore, ce sont presque tous les sels, et notamment le sel commun.”, in Lettera di Alessandro Volta scritta al presidente della Royal Society per annunciare l’invenzione della pila, Letter from Mr. Alexander Volta, F.R.S: Professor of Natural Philosophy in University of Pavia, to the Rt. Hon. Sir Joseph Banks, Bart, K. B. P. R. S (Read June 26, 1800), in Phil. Trans. R. Soc. Lond. 1 January 1800 vol. 90, p. 413 (11)
[9] LED (light emitting diode), vedi http://www.treccani.it/vocabolario/led/, http://en.wikipedia.org/wiki/Light-emitting_diode, http://it.wikipedia.org/wiki/LED http://en.wikipedia.org/wiki/Light-emitting_diode, tradotto diodo che emette della luce http://www-micrel.deis.unibo.it/ELET2/dispense/Diodi.pdf), ossia un elemento che è in grado di trasformare la sollecitazione elettrica in luce. Il LED ha la capacità di emettere sia luce continua sia ad intermittenza per una lunga durata e di diversi colori e possiede le seguenti caratteristiche: basso consumo; accensione a freddo; funzionamento a bassa tensione; elevata luminosità; alta efficienza;  affidabilità; molteplici.
I LED hanno una storia recente, il primo diodo è stato sviluppato da Nick Holonyak jr nel 1962 ed aveva un solo colore, rosso  http://web.mit.edu/invent/a-winners/a-holonyak.html, http://www.ece.illinois.edu/directory/profile.asp?nholonya http://electronicdesign.com/analog/nick-holonyak-jr-81-years-old-and-still-doing-groundbreaking-research, ma oggi sono utilizzati in moltissimi dispositivi di uso comune, per fare due esempi semplici: le ore e i messaggi sulle sveglie digitali o le file di luci colorate per illuminare gli alberi di natale
[12] Ampere/Ora, unità pratica di misura della carica elettrica, per la definizione vedi 
[16] Secondo la definizione terminologica del direttore esecutivo di greenmuseum.org environmental art è “…as an umbrella term to encompass "eco-art" / "ecological art", "ecoventions", "land art", "earth art", "earthworks", "art in nature" and even a few other less-common terms.”, A profusion of Terms, Sam Bower, 2010, http://greenmuseum.org/generic_content.php?ct_id=306

PRIA 2013 & DIALOGO CON LA MUSA








In occasione della nona edizione delle Giornate del Contemporaneo , organizzate dall'associazione AMACI, sabato 05 ottobre 2013 verrà inaugurata la biennale  PRIA 2013, organizzata dall’Archivio Pria a Biella, dedicata ad Arte ed Energia.

Arte ed Energia


Nel cuore di uno dei più affascinanti gioielli d’archeologia industriale europea del XIX secolo 4 artisti italiani interpreteranno il tema dell’energia e della luce, seguendo una linea creativa intrigante e personale in equilibrio fra Arte, Design e Scienza, dove gli spettatori saranno invitati ad immaginare visioni oltre la soglia del conosciuto.






Arte e Design


La purezza delle linee, le forme essenziali, la potenza della luce e l’energia del movimento saranno gli elementi chiave di un viaggio sensoriale e culturale dove s’incontreranno: Luciano Maciotta, con The Amazing Art of Energy, la scienza diventa arte sperimentale e riscopre la forza ed i misteri dell’Energia; Daniele Basso, con brillanti cromie, luce e design essenziale che  racchiudono intense stratigrafie metaforiche; Marco Lodola, in collaborazione con Andrew Gancikov & Marta Massara, con Shadows, eleganti silhouette sensuali danzano lievi giocando con i materiali  e con le forme lineari; Mario Milano, il gesto pittorico diventa il tramite per la rivelazione di significati reconditi ed inaspettati.

Dialogo con la Musa



Pria 2013 è un evento culturale multisensoriale nel quale l’arte, la scienza ed il design si aprono al Dialogo con la Musa alla scoperta dell’essenza ancestrale dell’Energia.

Una tavola rotonda a più voci, condotta dal Senatore Gianluca Susta, organizzata dall’Associazione Culturale Eunomica, in collaborazione con Luciano Maciotta, per svelare cos’è l’Energia ed alcuni dei suoi segreti, poi toccherà al design, ed alla voce di Daniele Basso, illustrare il pensiero green  per  un futuro “eco” a misura d’uomo, senza rinunciare alla bellezza formale ed alla funzionalità.

Arte e Musica

A seguire, le parole lasceranno spazio alla melodia, in un atmosfera magica, sospesa fra l’oscurità delle notti autunnali ed il brillio del Ponte di Luce, l’arpa di Eleonora Perolini ed il violino di Alessandro Buccini eseguiranno un concerto di vibrante energia, gentilmente offerto dal Fondo Edo Tempia di Biella.

Arte e Gusto

Non poteva mancare il gusto, un assaggio delle golosità enogastronomiche locali da assaporare nella magnifica sala delle Ghise, dove si respira la sacralità di un tempio, in passato dedicato all’economia tessile che ha fatto grande il made in Italy nel mondo.


05 OTTOBRE 2013  

Opening

Dalle ore 18.00
Esposizione in contemporanea delle opere degli artisti: Luciano Maciotta, Daniele Basso, Marco Lodola, Mario Milano.

Ore 19.00 Dialogo con la Musa
Tavola rotonda sull’Energia organizzata dall’Associazione Eunomica, in collaborazione con Luciano Maciotta.


Con Luciano Maciotta e Francesco Bernabei, presidente Eunomica
Special Guest Daniele Basso.

Condotta dal Senatore Gianluca Susta.

Il concetto di Free Energy
Cos’è l’energia?

Green Design: Etica ed estetica

Un dialogo aperto, a due voci che vi racconterà il concetto di Free Energy e l'idea alla base di un progetto innovativo che vede uniti arte e scienza in una collaborazione culturale volta alla riscoperta dell'Energia.

Un piccolo viaggio per ripercorrere, e riscoprire, l'Elettricità e l'Energia, attraverso una commistione fra arte e scienze ed etica ed estetica, e per rimettere in circolo l’energia creativa per una crescita economica eco sostenibile.


Un percorso che parte dalla conoscenza e dal passato per percorrere in trasversale nuove parabole creative alla ricerca di un'innovazione a misura d'uomo, alla ricerca di una sostenibilità a 360° per il futuro prossimo.

Alla tavola rotonda partecipa il noto artista e designer biellese Daniele Basso, per raccontare il ruolo del design e della progettazione eco sostenibile per un futuro più rispettoso dell’ambiente e delle sue preziose risorse.


A seguire
Musica dal Cuore
Concerto benefico di Eleonora Perolini e Alessandro Buccini offerto da Fondo Edo Tempia di Biella
  

Pria 2013 & Dialogo con la Musa

05 – 13 Ottore 2013 
  
16.00-19.00

Lunedì-Domenica


SPAZIO PRIA

Salita Riva 3

13900 Biella (Bi)

Ingresso gratuito


CONTATTI


Archivio Pria

info@archiviopria.it

3389816635

Eunomica

contact.eunomica@gmail.com

RASSEGNA STAMPA
La Stampa, articolo, s.n., 03 ottobre 2013 (edizione di Biella) http://www.lastampa.it/2013/10/02/edizioni/biella/lenergia-della-luce-va-in-scena-da-pria-cCvubw5z2slYl6oaR0uDSO/pagina.html
Il Biellese, La Mostra, Rubrica, a cura di Maria Teresa Molineris, 11 ottobre 2013 – Pria 2013 Biennale d’Arte Contemporanea”
Il Biellese, segnalazione, s.n., 04 ottobre 2013
Eco di Biella, articolo Barbara Saccagno, 07 ottobre 2013 – Pria 2013 L’energia che illumina la città
Eco di Biella, articolo, s.n., 03 ottobre 2013 – La Biennale Pria 2013 esplora arte ed energia
Eco di Biella, articolo, Daniele Basso, 12 ottobre 2013 – Se Scorre Energia Artistica
La Nuova Provincia di Biella, articolo e segnalazione, s.n., 05 ottobre 2013  http://www.laprovinciadibiella.it/cultura/articolo/?nid=20131004_1392
Telebiella, Tg, edizione del 11 ottobre 2013, a cura di Laura Martini
http://www.youtube.com/watch?v=zKI8Koqivkg&list=UUOP6eEaUGg72_-BtUxaeU2g
 

lunedì 21 luglio 2014

Eunomia dixit




Eccomi di nuovo a voi, mortali, seppure abbandonare l’Olimpo per avventurarmi  nell’uggiosa umanità non mi solleticasse ho voluto accontentare la Vostra richiesta.

Grazie, o divina Eunomia, per aver accettato di raccontarci qualcosa di te.

Zucconi! Ma scuola che vi mandano a fare? Quanta nostalgia dell’istruzione antica. Ma bando alle ciance, per chi non avesse ancora chiaro chi sono – inarcando le sopracciglia a sottolineare il suo sguardo di severo rimprovero – io sono figlia di Zeus, che non necessita certo di presentazioni alcune, e vi sconsiglio di chiederne, onde evitare l’assaggio dei suoi possenti fulmini e del suo carattere burbero e impaziente.

Si conosciamo, certo, il tuo illustre padre…

Ci mancherebbe, ma nemmeno mia madre è da meno, è Temi, colei che governa tutte le assemblee umane e divine, la regola naturale.
Con mamma, io e le mie sorelle, le Ore, assicuriamo il giusto equilibrio naturale, sociale ed economico che governa la terra e l’Olimpo.
Più chiaro di così e non ci vuole certo intelligenza divina per comprenderlo, no?

Ehm, si certo, ma, ecco, sai molti ci chiedono cosa significa il tuo nome, d’origine greca.

Non basta che vi parli in lingua mortale, che abbandoni le mie funzioni per accorrere al capezzale della vostra stupidità per indicarvi la giusta via, che vi faccia l’albero genealogico, no, devo anche tradurvi il mio nome!
Ebbene, vuol dire la buona norma, la corretta prassi. Più semplice di così.

Insomma…

Un tuono si scaglia al suolo illuminando il viso divino di Eunomia.

Insomma?, Santi Numi, invoco pure il nome dei miei parenti invano per voi: che mi tocca sentire! Cosa ci sarebbe di difficile? Ora le domande le faccio io e attendo una risposta.

Ma se ti guardi intorno, nel contemporaneo, l’equilibrio naturale che ci si aspetta latita e allora, in teoria è così semplice, ma in pratica, sembra affare divino.

Questa poi, ma per chi ci avete preso. Voi siete gli artefici del vostro destino, quelli che non sentono, ripetono a ricalco i loro errori e seduti davanti al nulla si lamentano senza cambiare di una virgola, né sono capaci di ascoltare le possibili soluzioni.
Noi possiamo seguire il vostro percorso, lanciarvi un’ancora di salvataggio, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Guardate troppi film americani, di pessima fattura e prendete la letteratura per verità. Noi non scendiamo in campo prendendo le redini del mondo, fate tutto da soli, evitando di assumervene la responsabilità usando l’escamotage delle punizioni divine.

No, non sempre, forse. Scusa, hai ragione.

Certamente. L’equilibrio naturale è semplice e chiaro, è lì, immutato ed immutabile e perfettamente adattabile al cambiamento dei tempi, nessuno, certo, pretenderebbe di farvi ritornare al mesozoico; però, invece di andare all’essenza delle idee per governare il mondo, vi mettete a complicare le cose, creando un sistema fallace e autodistruttivo che non riuscite a sostenere, né vi decidete mai cambiare.
Tutto scivola e nessuno se ne prende la responsabilità, poi, quando le cose volgono al peggio, ci invocate attendendo il miracolo.

Se fosse possibile, no… Non ti arrabbiare scherzavamo. Hai ragione ma cosa possiamo fare?

Pensare in razionale , agire eunomicamente, prendendosi le proprie responsabilità in condivisione.

Pare facile…

Più facile a farsi che a dirsi, ma, ora è tardi, devo andare, il mio tempo sulla terra è scaduto.

Ma tornerai?

Certo, nonostante i vostri limiti umani mi state simpatici e, quindi, tornerò a raccontarvi tutti i segreti di Eunomia.


A presto, allora.


Se è Eunomico… Universale buon governo a tutti






Capita spesso di avere chiaro in mente un concetto talmente semplice e corretto che non necessita di una spiegazione, si potrebbe dire è lapalissiano.

Così, quando si vorrebbe spiegarlo ad altri ci si trova, per contro, in una sottile difficoltà, per un motivo, se ci pensate bene, piuttosto assurdo: è così facile e chiaro che sentiamo una pulsione quasi doverosa a complicare le cose per renderle comprensibili.

Un peccato veniale che porta ad ingarbugliare una matassa avendo un solo filo lineare.
Chissà come mai la nostra mente costruisce leziosi pastiche rococò su architetture di equilibrio naturale, che non hanno bisogno di orpelli ad agghindare la loro bellezza perfetta.
Ed eccoci qui, anche noi, di fronte a questo dilemma: dire.

Se ci pensate che dovremmo dire? “Eunomica” già racchiude tutto, significanti e significati, nella sua definizione etimologica, e quindi, che aggiungere?

Nulla.
Però, qualcosa bisognerebbe pure dire, magari per rassicurare chi si sente in diffidente soggezione davanti a questo aggettivo sostantivato arcaicamente innovativo.

E allora parole, slogan, e “avanti Savoia”, la penna scivola e la mente corre, cerca la meta essenza, ma la sua essenza, atavicamente l’idea dell’equilibrio naturale è parte della catena del nostro DNA, non ha bisogno di trascrizioni complicate.

Semplicemente richiede uno sforzo solo, innescare le connessioni creative per mettere in pratica il perfetto sistema socio economico figlio della cultura, del dire, del pensare e del fare.

L’elica deve mettere in moto la reazione che porta il semicerchio, quando si è fortunati, o la linea, quando i tempi sono carenti come questi, a completarsi in un cerchio, l’universale moto dell’energia creativa e generativa.


Cosa chiedere ad Eunomia, in sintesi a noi stessi? 
Di arrivare al nocciolo della questione per trovare in concreto la giusta via e metterla in circolo, davvero.





Crowdfunding




Sino a pochi anni fa in Italia il Crowd funding era praticamente sconosciuto, oggi, invece, sta diventando una realtà capace di offrire infinite opportunità per mettere in circolo idee e connessioni senza limiti. Il fenomeno è in crescita esponenziale e sta attraversando una nuova fase di specializzazione settoriale che gli permette di raggiungere un numero sempre più vasto di utenti targettizzando il servizio per campi specifici di azione.

What is it?

Letteralmente si può tradurre in “finanziamento da parte della ‘folla’”, o meglio sistema di finanziamento collettivo[1] che segue una logica compartecipata bottom up.

Il sistema si basa su un procedimento semplice quanto efficace che si avvale delle enormi potenzialità del Web: attraverso dei portali dedicati è possibile far circolare idee e progetti alla ricerca di micro finanziamenti per reperire il capitale necessario per una start up o per la realizzazione effettiva del progetto, superando le difficoltà e le rigidità che si incontrano nei tradizionali canali di finanziamento.

In pratica per realizzare un’idea servono dei fondi e per raggiungere il risultato ci si avvale della compartecipazione di un vasto numero di piccoli “finanziatori” che condividono e credono nel progetto scegliendo di sostenerlo anche con quote irrisorie, a partire da pochi Euro. Ma la presenza di un vasto numero di persone, coinvolte direttamente, dà la possibilità di raggiungere risultati importanti.

Il Crowd funding ha come ulteriore elemento distintivo, come si è detto, internet, la rete Web,che offre a tutti l’opportunità di poter “mettere in vetrina” le idee; attraverso un circuito ben oliato e conosciuto si può promuovere i propri progetti in modo ottimale, avendo la chance di raggiungere un potenziale pressoché infinito di micro finanziatori, avvalendosi di un processo virale[2] di compartecipazione che è, oggi, quasi un bisogno primario dell’uomo sociale contemporaneo.

Si tratta di un vero e proprio sistema di micro finanza che non si ferma solo alla raccolta fondi ma coinvolge direttamente le persone, che diventano parte attiva di un progetto che conoscono, apprezzano e condividono e che sentono proprio, per questo possono diffonderlo direttamente amplificando la cassa di risonanza comunicativa.

Risposta ad un bisogno sociale

Il successo di questo tipo di finanziamento è dovuta anche alla sua capacità di rispondere ad un bisogno sociale contemporaneo: compartecipare attivamente, sentendosi parte in causa di un processo positivo.

Qui, infatti, si ricercano “finanziatori” consapevoli, a conoscenza del progetto e del suo percorso di crescita.
L’esserne parte significa assumersi, seppure con i dovuti limiti, la responsabilità del suo successo, che è visibile e trasparente, è “tangibile”.

Che sia uno strumento in grado di rispondere alle nuove esigenze dell’economia contemporanea si legge anche dai dati pubblicati dal Sole24Ore[3] (analisi pubblicata on line a novembre dello scorso anno), a fine 2012 le piattaforme attive in Italia erano 16 con altre in fase di definizione, non poco visto il ritardo cronico del nostro paese in materia di innovazione digitale.

Interessante è anche il dato che riguarda i progetti (sempre in riferimento all’analisi del Sole24Ore), alla diverse piattaforme ne sono stati inviati ben 35.000 e selezionati, per la pubblicazione, 9.000[4], numeri enormi che testimoniano quanto oggi sia ritenuto uno strumento essenziale ed utile per mettere in pista i propri progetti.

Crescono gli utenti e si amplia il range, se prima erano essenzialmente progetti culturali e sociali indipendenti oggi anche le istituzioni più tradizionali si rivolgono alle piattaforme di crowdfounding, esemplare la campagna di raccolta fondi per la ricostruzione della Cittàdella Scienza di Napoli[5], oppure declinano su misura il concetto intrinseco per sostenere le proprie attività, le proprie collezioni o i restauri attraverso la partecipazione attiva degli utenti[6].

Anche le banche, oggi, sono entrate a far parte del sistema, segno del suo consolidato peso specifico per la ricerca di finanziamenti[7].

Criticità

Naturalmente non è tutto oro quel che luccica, pur avendo un ampio margine di sviluppo e un target di utilizzatori in trend crescente ci sono ancora lacune che andrebbero, o andranno, colmate per arrivare ad affinare in modo ottimale il servizio offerto.

In Italia, per esempio, manca ancora una normativa chiara che regoli il sistema: si fa riferimento al decreto [8], convertito in legge “Decreto Crescita 2.0” ,che affronta una materia eterogenea, vasta e complessa che riunisce in un unico testo una serie di tematiche molto differenti fra loro, ma non c’è una legge specificatamente dedicata al crowdfounding. Servono regole chiare e condivise che sostengano lo sviluppo di un organismo competitivo ed efficiente per facilitare l’accesso ai finanziamenti per idee e progetti innovativi .


A questo possiamo aggiungere il digital divide che ancora grava come un macigno sulla competitività del nostro paese.

Il Web è un enorme risorsa e una carta vincente se utilizzata nella maniera giusta, purtroppo non esiste una politica chiara a sostegno di una digitalizzazione efficace della nazione in ottica economica, culturale e sociale.

Ma il gap è anche culturale, manca ancora in trasversale la conoscenza piena dello strumento e, quindi, la capacità di utilizzarlo appieno ed in modo ottimale. Spesso si pensa basti inserire il progetto e lasciarlo vegetare mentre è proprio la connessione diretta tra progettista e finanziatori a creare il movimento attivo per sviluppare l’effetto buzz generato dall’interesse e dall’appoggio condiviso di un’idea.

Arrivare al successo, anche partendo da zero, è possibile solo se ci sono strategie di sviluppo ben chiare e si lavora in trasparenza per coinvolgere i micro finanziatori in un processo compartecipato.

La trasparenza è un elemento necessario lungo tutto il percorso, così come la puntualità nel seguire le crono tabelle annunciate e il mantenimento del legame con il proprio pubblico di sostenitori, la “fidelizzazione”, durante tutte le fasi progettuali e oltre[9].

Gli esempi di successo dimostrano proprio questo, purtroppo latita un vero e proficuo spazio comune di dialogo e di promozione efficace delle best pratice, la “rete”, tanto invocata per aumentare il potenziale progettuale, spesso rimane sulla carta invece di trasformarsi in valore aggiunto, culturale ed economico, da spendere per l’innovazione e per generare un circuito economico virtuoso a micro e macro livelli trasversali.















B. Saccagno

Biblio linkografia







[1] Il crowdfunding (il cui significato letterale è quello di “finanziamento collettivo”) si basa su un piccolo contributo economico fornito, singolarmente, da un largo numero di individui provenienti da tutto il mondo per finanziare, con una somma stabilita in anticipo, un progetto”, tratto da Rete Forum, la community del sistema camerale, http://www.reteforum.it/index.php?option=articolo&categoria=7&id=358
[2] Marketing virale: l’utilizzo dei social network, attraverso un semplice sistema di buzz, di passa parola virtuale, per la promozione e lo sviluppo di un brand o di un prodotto
[3] Analisi delle Piattaforme diCrowfunding italiane, Daniela Castrataro, Ivana Pais, Il Sole24Ore, Novembre 2012 
[4] Vedi supra nota 3
[5] Il 04 marzo 2013 un terribile incendio ha devastato la Città della Scienza di Napoli, per riuscire a rimettere in attività un centro di aggregazione e di conoscenza così importante è stata immediatamente sottoscritta una raccolta fondi partecipativa che ha avuto un grande successo. http://www.cittadellascienza.it/notizie/ricostruiamo-citta-della-scienza/
[6] Ad esempio la campagna “Adotta unaGuglia” del Duomo di Milano, o il successo ottenuto da Palazzo Madama a Torino per l’acquisto del servizio in porcellana della Collezione Tapparelli d’Azeglio 
[7] Ad esempio il caso di Terzo Valore diBanca Prossima, piattaforma di crowdfunding per il terzo settore creata da due banche in partnership, vedi Due banche si uniscono e nasce ilcrowdfunding sociale, di A. Spetrino, in Crowdfundingo.it 
[8] Decreto Crescita 2.0, D.L. 179/18.10.2012 (G.U. 18.12.2012), convertito in Legge 221/17.12.2012 (G.U. 18.12.2012)

[9] Con ilcrowdfunding massima serietà, di A. Spetrino, in Crowdfundingo.it